La parola liberazione è una bellissima parola e indica uno degli aspetti più importanti della vita di un essere umano: la sua libertà. Ma cosa significa essere liberi? poter andare dove si vuole? poter pensare ed esprimere il proprio pensiero? poter desiderare quel che si vuole? poter protestare quando si vuole? E’ questo essere liberi? si certamente è anche questo, ma profondamente essere liberi forse significa qualcosa di più.

Esodo 32

1 Il popolo vide che Mosè tardava a scendere dal monte; allora si radunò intorno ad Aaronne e gli disse: «Facci un dio che vada davanti a noi; poiché quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che fine abbia fatto». 2 E Aaronne rispose loro: «Staccate gli anelli d’oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e delle vostre figlie, e portatemeli». 3 E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d’oro e li portò ad Aaronne. 4 Egli li prese dalle loro mani e, dopo aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero: «O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!»5 Quando Aaronne vide questo, costruì un altare davanti al vitello ed esclamò: «Domani sarà festa in onore del SIGNORE!» 6 L’indomani, si alzarono di buon’ora, offrirono olocausti e portarono dei sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi.

(De 9:8-14, 25-29; Sl 106:23) Nu 14:11-20

La storia del vitello d’oro nel libro dell’esodo è davvero esemplare. Mose dopo aver liberato il popolo di israele dal dominio degli egiziani si ritira sulla montagna per ricevere le tavole dell’alleanza dal nuovo Dio che il popolo di israele sta aspettando. Nel frattempo il popolo di Israele in attesa del suo ritorno si sente abbandonato, ma soprattutto scomodo,  scomodo perchè si trova in una nuova condizione: quella di libertà. La libertà improvvisa non è facile da sostenere, perchè per chi non ha ancora trovato se stesso, la propria vera identità, la libertà è sinonimo di smarrimento di vuoto. Per questo emerse dal popolo israelita la necessità di trovare subito un nuovo punto di riferimento. Essi così chiesero ad Aronne un idolo da poter adorare: il vitello d’oro. In questa interpretazione della storia biblica ciò che gli israeliti avrebbero potuto trovare in se stessi come popolo e come individui lo cercarono all’esterno proiettandolo in un idolo di cui poi diventarono nuovamente schiavi. Forse quindi uno dei significati profondi del concetto di libertà è proprio il poter cogliere in se stessi quello che si cerca all’esterno, nel poter essere il più vicini possibile  alla propria vera natura. Liberazione potrebbe significare tornare ad avere  completo accesso a ciò che veramente si è, liberati da tutte le catene che ci tenevano lontani dal nostro vero essere. Queste catene  sono in noi stessi nella nostra mente, nel nostro inconscio. In India vengono chiamate “vasana” ed è ciò che ci condiziona, e l’essere condizionati non ci permette di incontrare il nostro vero essere.  I condizionamenti sono catene durissime da scioglere perchè provengono dalla famiglia di origine, dalla società, dalla religione, dalla politica, dal passato, dall’ inconscio. E fino a quando non ci accorgeremo dell’inganno saremo identificati con questi condizionamenti credendo di essere questi ultimi. Dunque rinunciare ai condizionamenti significherà rinunciare a ciò che crediamo di essere. La liberazione è lo stato piu alto raggiungibile da un essere cosciente, un essere liberato è un essere che non ha più vincoli a cui dover sottostare nessuna pressione dalla vita inconscia  ne vincoli culturali che lo condizionino, un individuo liberato vive soltanto uno stato di calma-presente, qui e ora che comprende l’universo.